
Saverio Costanzo prende tutti in contropiede alla conferenza stampa, subito dopo la proiezione del suo 'La solitudine dei numeri primi', ultimo dei quattro film italiani in concorso alla 67° Mostra del cinema di Venezia: "E che vi aspettavate, Il Gattopardo? ho fatto solo un film normale". Mette le mani avanti il regista romano, dopo qualche applauso, due sparuti fischi e un’accoglienza modesta.
In maniera molto onesta, ammette che a convincerlo a tuffarsi in questa avventura è stato anche "il successo commerciale del libro, (best seller omonino di Paolo Giordano, premio Strega 2008) che lo ha fatto diventare un segno popolare".
"Del romanzo di Paolo Giordano mi attraevano le due immagini iniziali: la caduta della bambina e l'abbandono della sorellina. Che danno forma, colore e luogo all'archetipo del dolore originario, che tutti abbiamo e da cui cerchiamo di emanciparci. Tutti possono identificarsi in quella inadeguatezza. Ma come regista la cosa che più mi ha interessato è lavorare sui corpi dei due protagonisti: questa non è la storia di Alice e Mattia, ma dei loro corpi, del loro stravolgimento nel corso di vent'anni. La mia insomma è una piccola epica dei corpi: cosa molto politica del nostro presente, e che mi sembra attraversi molti film di questa Mostra" spiega Costanzo.
Sinossi del film: 1984, 1991, 1998, 2007. Lungo questi anni le vite di Mattia e Alice scorrono parallele senza mai riuscire a congiungersi. Due infanzie difficili, compromesse da un avvenimento terribile che segnerà le fragili esistenze dei protagonisti fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Mattia e Alice, portano dentro e fuori di loro i segni del passato. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli ad unisolamento inevitabile ma consapevole.
Nonostante l'esordio negativo, la Medusa, che ha coprodotto e distribuisce 'La solitudine dei numeri primi', sembra sicura dell'appeal del prodotto e infatti lo fa uscire, da oggi 10 settembre, in ben 380 sale italiane.