
Il regista tunisino Abdellatif Kechiche sbarca alla 67° Mostra del Cinema di Venezia con uno dei film in concorso più attesi e temuti. 'Venere nera' (o Venus Noire o Black Venus) è in effetti il pugno nello stomaco che tutti si aspettavano. Il film, è la storia vera di Saartjie Baartman (1789 – 1815) la più famosa tra le due donne 'Khoikhoi' che furono esibite nel Freak Show nel XIX secolo in Europa, sotto il nome di 'Venere ottentotta'.
Saartjie Baartman, nata in un villaggio nelle vicinanze del fiume Gambia, rimase orfana a causa di un raid di un commando sudafricano. Saartjie, era alta 1 metro e 35 centimetri, fu presa come schiava da una famiglia di boeri di Città del Capo. Mr.Hendrick Cezar, fratello del suo proprietario, suggerì di portarla in Inghilterra come fenomeno da baraccone, promettendole un sicuro benessere. Saartjie fu così trasferita a Londra nel 1810, per esibirsi in tutta l'Inghilterra, intrattenendo la gente esponendo le sue natiche nude e mostrando agli europei le fattezze, per loro inusuali, del suo corpo.
Le sue esibizioni a Londra, dopo l'abolizione della schiavitù, crearono scandalo, tanto che un'associazione benefica protestò e chiese il suo rilascio. Baartman fu quindi venduta a un domatore di animali francese, che la portò nel suo paese e la fece esibire in condizioni limite per quindici mesi. I naturalisti francesi, la visitarono più volte ed ella fu soggetta ad innumerevoli illustrazioni. Quando le sue esibizioni passarono di moda, Baartman iniziò a bere e a mantenersi con la prostituzione.
Saartjie Baartman morì il 29 Decembre 1815, all'età di 25 anni, di una malattia infiammatoria. Il suo scheletro, i suoi genitali e il suo cervello furono messi in mostra al Musée de l'Homme di Parigi fino al 1974 quando vennero tolti dall'esposizione. Il 6 marzo del 2002, il presidente Nelson Mandela ottenne dalla Francia la restituzione dei resti. Le spoglie giunsero in Sudafrica, nella valle del Gambia e furono finalmente sepolte nell'agosto di quello stesso anno sul Vergaderingskop, una collina sovrastante la città di Hankey, più di 200 anni dopo la sua nascita.
Anche gli spettatori della Mostra di Venezia abituati a vederne, sullo schermo, di tutti i colori, hanno ammesso esser stata un'esperienza dura sia dal punto di vista visivo, con sequenze difficili da sostenere, sia dal punto di vista psicologico. All'esterno della Sala Perla comunque, una coda lunghissima, come qui al Lido non si ricordava da tempo e applauso finale dopo le due ore e 40 di proiezione.