
Tutti in fila dal mattino per 'Somewhere', l'opera in concorso alla 67.ma edizione del Festival di Venezia, realazzata da Sofia Coppola, che viene accolta come una regina da cronisti e fotografi. Griffata Louis Vuitton, short al ginocchio e camicetta da collegiale, la regista trentanovenne sorride, ma non troppo, si concede, ma senza esagerare. E' molto preoccupata dal nubifragio che si sta abbattendo sul Lido, consolandosi solo quando i presenti assicurano che "film bagnato film fortunato". "Allora il mio sarà fortunatissimo" replica lei.
Al di là di questo, la sua ultima fatica viene applaudita già alla proiezione mattutina per la stampa. La storia, in parte autobiografica, è quella di un padre (Stephen Dorff) divo hollywoodiano in crisi esistenziale che vive nel 'maledetto' hotel Chateu Marmont (dove John Belushi morì di overdose): la vita gli cambia quando ritrova il rapporto con sua figlia undicenne (la brava e dolce Elle Faning). Attraverso una serie di percorsi che da Los Angeles li portano prima a Milano, a una pacchiana cerimonia di Telegatti, poi a Las Vegas e poi...
Alla domanda su quanto ci fosse di autobiografico nel film, la regista, figlia di Francis Ford Coppola, ha risposto:"Sicuramente sono stata influenzata dai ricordi della vita con mio padre, da bambina: ricordo quanto ero eccitata, all'epoca, di entrare grazie a lui nel mondo adulto, il mondo dello showbiz. Anche alcune sequenze del film, come quelle in cui il padre a Las Vegas insegna alla figlia a giocare d'azzardo, è presa dalle mie esperienze reali. Anche la mia fascinazione per gli alberghi - mondi a parte, non definitivi per definizione - viene dalle tante volte che ci sono state per stare dietro a mio padre".
'Somewhere' è da ieri, 3 settembre, in programmazione in tutte le sale italiane. Nel cast, anche Jo Champa, Laura Chiatti, Simona Ventura, Nino Frassica, Valeria Marini, Benicio Del Toro e Michelle Monaghan.